LA STORIA DI SOFTLY UNFOLDING
Schiudendosi Dolcemente è una di quelle opere che mi ha sorpresa mentre la stavo creando.
Non sono partita da un’immagine precisa né da una destinazione già decisa. Sapevo soltanto che volevo seguire qualcosa di delicato, qualcosa che sembrasse apparire lentamente, senza essere forzato.
Il processo è stato molto più lento del solito. Continuavo ad aggiungere, togliere, fermarmi, guardare, aspettare. Ci sono stati momenti in cui avevo quasi la sensazione che il quadro mi chiedesse di non intervenire troppo. Ogni strato cambiava l’equilibrio, ogni piccolo gesto apriva una possibilità nuova.
Poi, a un certo punto, l’ho guardato e mi sono resa conto che era diventato qualcosa di molto più bello di quanto mi aspettassi.
È per questo che l’ho chiamato Schiudendosi Dolcemente.
Perché alcune cose non arrivano all’improvviso. Si rivelano poco alla volta. In silenzio. Quasi prima ancora che ce ne accorgiamo. E solo dopo capiamo che stavano diventando qualcosa già da tempo.
Non voglio dirti esattamente cosa rappresenta quest’opera.
Potresti vederci un’aurora, una luce lontana, un inizio, un ricordo, una trasformazione, un momento di calma, oppure qualcosa che appartiene soltanto a te.
Per me questa libertà è importante.
Voglio che l’opera resti abbastanza aperta da permetterti di portare dentro anche la tua storia.
E forse è proprio questa la parte più intima di questo quadro: non chiede di essere capito subito.
Chiede di essere sentito.