LA STORIA DI THE TREE OF HOPE
THE TREE OF HOPE è nato da un luogo della mia memoria che non è mai stato del tutto semplice. Da bambina, alcune parti del mio mondo erano piene di colore, calore e meraviglia. Altre erano più silenziose, più pesanti, quasi appartenessero a una versione diversa della vita, fatta di ombre, silenzi e cose che ero troppo piccola per comprendere davvero.
Crescere ha cambiato il modo in cui guardavo quei ricordi. Ciò che un tempo mi sembrava diviso tra colore e oscurità ha iniziato lentamente ad avere un senso diverso. La maturità non ha cancellato ciò che era stato difficile, ma mi ha dato la possibilità di guardarlo con occhi nuovi. Ho iniziato a capire che anche le parti del nostro passato che ci hanno ferito possono diventare parte di qualcosa di più grande, qualcosa che ci permette di riconoscere la bellezza con maggiore chiarezza.
È per questo che ho chiamato quest’opera THE TREE OF HOPE. Per me, l’albero è diventato il simbolo di tutto ciò che continua a crescere nonostante ciò che è venuto prima. I suoi colori non parlano di dimenticare i momenti più bui. Parlano della scelta di lasciare esistere la luce accanto a essi. Parlano di quel momento della vita in cui il mondo smette di sembrarci diviso in due e ricomincia lentamente ad aprirsi, in modo vivido, quasi inaspettato.
Non voglio decidere cosa debba significare quest’opera per qualcun altro. Forse qualcuno vi vedrà l’infanzia, la resilienza, la rinascita, la memoria o semplicemente la gioia. Per me conta che questo quadro sia nato nel momento in cui ho capito di poter finalmente guardare la mia storia e vedere più colore che oscurità. Forse è proprio questo la speranza: non negare ciò che è accaduto, ma permettere a qualcosa di bello di crescere da lì.