LA STORIA DI BREAKING THROUGH
Mentre creavo BREAKING THROUGH ho provato qualcosa che non avevo mai sentito prima con una tale intensità. Il processo è diventato inaspettatamente emotivo, quasi come se l’opera stesse toccando una parte di me che normalmente tengo protetta. Mi sono ritrovata a pensare alla fragilità, non come a una debolezza, ma come a qualcosa di profondamente umano che ognuno di noi porta dentro in modo diverso.
Man mano che il quadro prendeva forma, ho iniziato a sentire come se stessi cercando di andare oltre quella fragilità. Non di cancellarla, ma di attraversarla. Di trovare una strada in avanti senza negare ciò che era venuto prima. Quella sensazione diventava sempre più forte a ogni movimento, come se qualcosa dentro di me stesse cercando spazio, forza e respiro.
È da qui che nasce il titolo BREAKING THROUGH. Per me parla del superare un limite, oltrepassare un ostacolo, sfondare una barriera che prima sembrava impossibile attraversare. Nell’opera sentivo anche una forma di protezione, quasi come uno scudo. Qualcosa di abbastanza forte da affrontare ciò che è difficile, ma abbastanza aperto da continuare a muoversi verso la libertà.
Non voglio definire ciò che gli altri debbano vedere in quest’opera. Quello che ho sentito mentre la creavo appartiene alla mia storia, ma il quadro non appartiene soltanto a quella sensazione. Qualcun altro potrebbe vederci coraggio, fuga, rinascita, resistenza, libertà o qualcosa di completamente diverso. Per me, BREAKING THROUGH è stato il momento in cui ho capito che fragilità e forza possono esistere nello stesso luogo.