LA STORIA DI COLLISION

Alcune emozioni sono troppo intense per essere dipinte con delicatezza. COLLISION è nato da questa idea. Non volevo avvicinarmi alla tela con cautela né cercare di controllare ogni gesto. Volevo che fosse il movimento stesso a diventare parte dell’opera, lasciando che il corpo agisse prima ancora che la mente potesse correggerlo.

L’ho creato attraverso forza, ritmo e impatto, usando calci e movimenti ispirati alle arti marziali. Ogni contatto con la tela ha lasciato qualcosa di più del colore. Ha lasciato energia, tensione, liberazione. Ogni traccia conserva l’eco di un movimento esistito per un solo istante, ma rimasto per sempre dentro l’opera.

È da qui che nasce il titolo COLLISION. Una collisione può essere violenta, improvvisa, inaspettata, ma può anche generare qualcosa di nuovo. Due forze si incontrano, qualcosa cambia e nessuna delle due rimane esattamente ciò che era prima. Per me questo quadro vive proprio in quell’istante, tra controllo e abbandono, forza e vulnerabilità, istinto e conseguenza.

In quel momento avevo bisogno di liberarmi di tutto ciò che sentivo addosso. Stress, tensione, energia accumulata. Ero carichissima, quasi incapace di restare ferma. Così ho lasciato che fosse il corpo a parlare, trasformando quella pressione in movimento, forza e colore. COLLISION è nato anche da questo: dal bisogno di scaricare, rompere il ritmo e lasciare che tutta quell’energia trovasse finalmente un’uscita.

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